Brettìa Patrimonio Culturale ricerca archeologi di I e II fascia, automuniti, per attività professionali nell’ambito di interventi di lunga durata in Calabria.

Le attività interesseranno principalmente le aree di Sibari–Cosenza, Catanzaro e Crotone.

È garantito l’alloggio.

Gli interessati possono inviare il proprio CV dettagliato all’indirizzo: info@brettiasnc.com

Presenza nello speciale televisivo di Italia Economia dedicato a Key Energy 2026

Siamo lieti di comunicare che saremo presenti all’interno dello speciale televisivo realizzato da Italia Economia dedicato a Key Energy 2026, uno dei principali appuntamenti di riferimento per la transizione energetica e l’innovazione sostenibile.

L’iniziativa rappresenta un’importante occasione per raccontare il nostro impegno nella valorizzazione del patrimonio culturale, evidenziando il ruolo dell’archeologia preventiva nel dialogo tra tutela del territorio, ricerca e sviluppo delle infrastrutture energetiche.

Lo speciale sarà trasmesso:

Mercoledì 8 aprile, alle ore 20:00

Sarà possibile seguire la trasmissione sui seguenti canali:

Sky: canali 913 e 821

Digitale terrestre: canale 134

Invitiamo tutti a seguire la trasmissione.

Sara Bonanno, Amedeo Brusco, Ornella Cannavò, Chiara Raimondo

L’intensificarsi degli interventi per la roduzione di energia da fonti rinnovabili, in particolare attraverso impianti fotovoltaici ed eolici, ha reso sempre più centrale il ruolo dell’archeologia preventiva nella pianificazione e gestione del territorio. Questo contributo analizza il rapporto tra tutela del patrimonio archeologico e sviluppo sostenibile, con particolare attenzione agli strumenti normativi e metodologici impiegati nelle procedure di Verifica Preventiva dell’Interesse Archeologico e nelle attività di sorveglianza e scavo preliminare. Attraverso l’esame di alcuni casi studio localizzati soprattutto nel Sud Italia (Lacedonia-AV – progettazione impianto eolico per Stratkraft Italia; Dragoni-CE – progettazione impianto fotovoltaico per Absolute Energy Srl; Trebisacce – realizzazione cavidotto E-distribuzione), vengono evidenziate le principali criticità archeologiche riscontrate nelle fasi di progettazione e realizzazione degli impianti, insieme alle soluzioni adottate per conciliare esigenze di conservazione e obiettivi di sviluppo. L’esperienza mostra come un’adeguata fase preventiva, condotta in sede di progettazione, consenta di ridurre sensibilmente il rischio di imprevisti e rallentamenti in corso d’opera, garantendo così una più fluida esecuzione dei lavori. I risultati dimostrano come le indagini preventive non solo permettano di salvaguardare il patrimonio culturale, ma contribuiscano anche ad arricchire la conoscenza storica e territoriale, restituendo dati inediti e consolidando quelli già noti sugli assetti insediativi e sulle dinamiche di sfruttamento del suolo. Tale processo si fonda sulla sinergia tra enti di tutela, progettisti e archeologi, capaci non solo di ridurre i conflitti tra conservazione e sviluppo, ma anche di favorire la riscoperta e la mappatura di ampie porzioni del paesaggio storico. In questa prospettiva, l’archeologia preventiva si configura come uno strumento indispensabile per una pianificazione energetica consapevole e rispettosa del patrimonio culturale e del paesaggio.

L'articolo è stato presentato oggi in occasione di KEY – The Energy Transition Expo 2026 a Rimini.

Siamo tra le realtà selezionate per raccontare innovazione, competenze e visione industriale nel percorso di transizione energetica. Un approfondimento pubblicato su Corriere della Sera – Speciale Key Energy 2026 presenta alcune delle aziende protagoniste del cambiamento nel settore energia e sostenibilità. Tra queste anche BRETTÌA Patrimonio Culturale, impegnata nello sviluppo di servizi e soluzioni per la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico all’interno dei grandi progetti infrastrutturali ed energetici. Essere presenti in questo contesto significa contribuire a una riflessione più ampia: la transizione energetica non riguarda solo tecnologie e impianti, ma anche territorio, patrimonio e responsabilità culturale. Il nostro lavoro affianca imprese, progettisti e istituzioni per integrare innovazione, sostenibilità e tutela archeologica, garantendo che lo sviluppo infrastrutturale dialoghi con la storia dei luoghi. Un riconoscimento che valorizza competenze, esperienza e il ruolo dell’archeologia preventiva nei grandi progetti energetici.

𝐁𝐫𝐞𝐭𝐭𝐢̀𝐚 𝐬𝐫𝐥 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚 𝐚 𝐊𝐄𝐘
Dopo l’esperienza pionieristica del 2025, che ci ha visti come prima società archeologica presente a un evento di riferimento per il settore energetico, anche quest’anno saremo a 𝐊𝐄𝐘 — 𝐓𝐡𝐞 𝐄𝐧𝐞𝐫𝐠𝐲 𝐓𝐫𝐚𝐧𝐬𝐢𝐭𝐢𝐨𝐧 𝐄𝐱𝐩𝐨, in programma dal 𝟒 𝐚𝐥 𝟔 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔.

Tornare a KEY non è soltanto una scelta di continuità: è la conferma che la presenza dell’archeologia all’interno della filiera delle energie rinnovabili ha un senso concreto, strategico e sempre più riconosciuto.

Lo scorso anno ci siamo presentati in un contesto per molti versi nuovo per il nostro settore, con la consapevolezza che tutela del patrimonio e transizione energetica non sono ambiti separati, ma dimensioni che devono dialogare fin dalle prime fasi di progettazione. Oggi torniamo con maggiore esperienza, nuove competenze maturate sul campo e una visione ancora più chiara del ruolo che l’archeologia preventiva può svolgere nello sviluppo sostenibile.

In questi mesi abbiamo visto crescere l’attenzione verso questo tema e ampliarsi la presenza del nostro settore all’interno della manifestazione: un segnale importante, che conferma quanto sia necessario integrare conoscenza del territorio, tutela culturale e innovazione tecnologica.

Essere parte di KEY significa contribuire a costruire un modello di sviluppo in cui il futuro energetico del Paese si realizza senza perdere il legame con la sua storia millenaria. Significa portare la voce di chi lavora quotidianamente per rendere compatibili infrastrutture, ambiente e patrimonio.

Torniamo, quindi, con rinnovata determinazione, pronti a confrontarci con operatori nazionali e internazionali, a presentare i nostri servizi e a consolidare relazioni professionali in un contesto sempre più centrale per il futuro del territorio.

Perché tutelare il passato è il primo passo per costruire un futuro davvero sostenibile.


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